Colto e Mangiato: quando il cibo diventa comunità

Come possiamo costruire un sistema alimentare più giusto, sostenibile e solidale? Come possiamo avvicinare cittadini, produttori, giovani e famiglie alle sfide ambientali e sociali legate al cibo?

Da queste domande è nato Colto e Mangiato – Naturale, Locale e Solidale, un progetto promosso da Officine Cittadine e finanziato dal Bando Puglia Capitale Sociale della Regione Puglia, che ha trasformato il cibo in uno strumento di educazione, partecipazione e cambiamento sociale.

Per oltre un anno il progetto ha coinvolto giovani, famiglie, produttori agricoli, associazioni e cittadini del territorio attraverso laboratori, incontri, eventi pubblici, momenti conviviali e percorsi di cittadinanza attiva, con l’obiettivo di promuovere il consumo critico, le filiere corte e la sovranità alimentare.

Educare attraverso il cibo

Uno dei pilastri del progetto è stato il lavoro con i giovani.

Attraverso percorsi educativi nelle scuole, cene tematiche, laboratori partecipativi e Antropocene dedicate ai cambiamenti climatici, decine di ragazze e ragazzi hanno avuto l’opportunità di riflettere sul legame tra alimentazione, ambiente, diritti e giustizia sociale.

Studenti dell’IISS De Viti De Marco di Casarano e dell’Istituto Comprensivo Polo 1 di Taurisano hanno partecipato a laboratori di educazione alla cittadinanza globale, incontrando associazioni, produttori e realtà impegnate nella costruzione di alternative sostenibili.

Parallelamente, le “cene impertinenti” hanno permesso ai giovani di confrontarsi sul commercio internazionale del cibo, sul consumo responsabile e sulle possibili alternative ai modelli alimentari dominanti.

Costruire dialogo nella comunità

Colto e Mangiato non si è limitato agli spazi educativi tradizionali.

Le cene del mondo, dedicate alle culture marocchina, siriana, cipriota e francese, hanno trasformato il cibo in un linguaggio universale capace di creare incontro, dialogo e conoscenza reciproca.

Più di semplici momenti conviviali, queste serate sono diventate occasioni per scoprire storie, tradizioni e percorsi migratori, rafforzando il senso di comunità e l’apertura verso l’altro.

Accanto a queste esperienze, i laboratori di cucina antispreco hanno mostrato come la sostenibilità possa partire da piccoli gesti quotidiani, mentre le attività di sensibilizzazione nei mercati e negli spazi pubblici hanno coinvolto centinaia di cittadini attraverso giochi, mostre interattive e dibattiti sul consumo responsabile.

La nascita della CSA: dal dialogo all’azione

Tra i risultati più importanti del progetto vi è senza dubbio la nascita della CSA – Comunità che Sostiene l’Agricoltura “CSeminAzioni”.

Attraverso incontri pubblici con produttori locali, momenti di degustazione, visite in campo e percorsi di co-progettazione, cittadini e agricoltori hanno costruito una relazione diretta basata sulla fiducia, sulla solidarietà e sulla condivisione del rischio agricolo.

L’obiettivo era semplice ma ambizioso: ricostruire un legame tra chi produce il cibo e chi lo consuma, superando le logiche della grande distribuzione e valorizzando l’agricoltura contadina locale.

Oggi quindici famiglie ricevono ogni settimana una cassetta di verdure naturali, locali e sostenibili, sostenendo direttamente il lavoro dei produttori del territorio. Questa esperienza rappresenta uno dei risultati più significativi di Colto e Mangiato: la capacità di trasformare la sensibilizzazione in pratiche concrete e durature.

Eventi che lasciano il segno

Nel corso del progetto sono stati organizzati numerosi eventi aperti alla cittadinanza, tra cui il festival “Il Cibo che Libera”, dedicato al rapporto tra alimentazione, diritti, lavoro e sostenibilità.

Attraverso incontri con produttori etici, momenti di dibattito, giochi partecipativi, laboratori e pranzi a chilometro zero, il festival ha mostrato come il cibo possa diventare uno strumento di emancipazione, consapevolezza e cambiamento sociale.

Anche la Festa della Biodiversità, organizzata a conclusione del percorso, ha rappresentato un’importante occasione per riflettere sul valore del patrimonio naturale del Salento, coinvolgendo famiglie, bambini, associazioni e produttori in una giornata di incontro e convivialità.

Un’eredità che continua

Colto e Mangiato non si conclude con la fine delle attività finanziate.

La guida sul consumo critico distribuita sul territorio, le reti costruite tra associazioni e produttori, la CSA attiva e le relazioni nate durante il percorso rappresentano un patrimonio collettivo che continua a generare effetti positivi.

Il progetto ha dimostrato che un altro modo di produrre, consumare e vivere il cibo è possibile. Un modo che mette al centro le persone, la cura del territorio, la solidarietà e la partecipazione.

Perché ogni scelta alimentare è anche una scelta sociale, ambientale e politica.

E perché cambiare il mondo può iniziare anche da ciò che mettiamo nel piatto.